In Ateneo

Fare ingegneria civile nel secondo dopoguerra

8 Febbraio 2017

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Italia visse una stagione di grande vivacità nel settore delle costruzioni e delle opere pubbliche: si trattava di ricostruire un Paese che usciva dal conflitto sconfitto, ma con tante energie per intraprendere una ricostruzione che ben presto divenne un vero e proprio boom economico.

Una testimonianza di che cosa abbia significato lavorare nel settore dell’ingegneria civile e dell’architettura negli anni del boom nel territorio torinese e piemontese viene dell’archivio professionale dell’ingegner Emilio Clara, donato dalla famiglia al Laboratorio di Storia e Beni culturali del Politecnico di Torino, Dipartimento Interateneo di Scienze Progetto e Politiche del Territorio.

Emilio Clara, attivo a Torino tra il 1950 e il 2006,  si laureò al Politecnico di Torino una prima volta nel 1949 in Ingegneria Industriale e dopo pochi anni in Ingegneria Aeronautica. Nel 1950 scelse di intraprendere la libera professione come ingegnere strutturista specializzato nel calcolo del cemento armato. Operando prevalentemente a Torino e provincia, Emilio Clara è stato a suo modo uno dei protagonisti della ricostruzione e dell’espansione edilizia del capoluogo subalpino negli anni del secondo dopoguerra e del miracolo economico, con progetti informati al costante aggiornamento di materiali e tecniche esecutive e al rigoroso rispetto degli standard normativi.

Nel corso della sua attività, durata oltre cinquant’anni, l’ingegner Clara ha ideato e seguito 3.330 progetti, distinti in interventi per civili abitazioni (la gran parte del suo lavoro, con 1626 progetti), attività commerciali, aziende agricole, stabilimenti industriali, impianti sportivi e uffici, per edifici di istituti religiosi e parrocchie, caserme militari, edifici scolastici, istituti sanitari e socio-assistenziali, monumenti funerari e opere di pubblica utilità. Tra i suoi interventi più importanti si distinguono la chiesa di Sant’Anna di via Giacomo Medici a Torino, i progetti per la Fabbrica di Giocattoli “Quercetti” e la “Gelati Sanson” e la costante collaborazione con alcune tra le più importanti manifatture dell’area torinese, come ad esempio le prestigiose carrozzerie “Stola” e “Bertone”, la Società “Ganfior”, specializzata nella meccanica di precisione, il Saponificio “Colenghi” di San Mauro Torinese e il Mobilificio “Bertetto” di Caselle Torinese. 

Una produzione ingente, quindi, che ha lasciato una testimonianza effettiva nel tessuto territoriale e che da oggi è a disposizione di studenti e studiosi.

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