In Ateneo

Il Valentino apre le porte dei propri archivi sull’eredità visiva di Carlo Mollino

25 Settembre 2017

“Entrare in un archivio è come entrare nelle vite altrui”: partendo da questoassunto Maurizio Crosetti, giornalista, ha cominciato il suo viaggio tra le carte di Carlo Mollino uno dei fondi archivistici più noti tra quelli conservati dall’Archivio Storico del Politecnico di Torino, in occasione della "Notte degli Archivi" tenutasi lo scorso 15 settembre. In particolare le sue suggestioni nascono dall’analisi della ricca documentazione che ha per oggetto l’amore di Carlo Mollino per la montagna e per la fotografia. Maurizio Crosetti ha condotto i partecipanti lungo le scie bianche lasciate dagli sci, le ripidità dei pendii, le curve dei corpi e degli oggetti che si intrecciano nel grande silenzio – che pare quasi percepirsi nelle sale auliche del Salone d’onore dove si è svolta la serata – dei paesaggi montani oggetto del patrimonio messo in mostra.

Gli archivi dell’Ateneo, grazie al prezioso lavoro di schedatura e studio di numerosi docenti a archivisti  custodiscono lo straordinario patrimonio di carte, documenti di progetto e fotografie del fondo Carlo Mollino patrimonio del Politenico fin dal 1973 anno della improvvisa scomparsa dell’ecclettico architetto. Carlo Mollino fu infatti non solo progettista eccellente, ma anche visionario interprete del suo presente animato da numerose passioni che incarnò con abilità fuori dal comune: fu pilota di aereoplani e automobili da corsa, maestro di sci, abile fotografo, amante della vita e delle donne. Attraverso le suggestioni suscitate in particolare dalla serie di documenti legati all’amore di Mollino per la fotografia, la neve, la montagna e lo sci Maurizio Crosetti ha saputo suggerire alcuni percorsi che coniugano la visione straordinaria di Mollino di volumi, luci e movimenti con la sua capacità di interpretare la tecnica. Fatto questo particolarmente evidente nel suo celebre volume Introduzione al discesismo, considerato a lungo un caposaldo per l’apprendimento della tecnica sciistica.

Maurizio Crosetti intitola la sua narrazione “Bianco su Bianco”  per la luce e il calore primaverile che pervade le fotografie di Carlo Mollino, che il giornalista racconta anche attraverso la lettura di passaggi della Montagna incantata di Thomas Mann particolarmente evocative dei pendii, dei venti e della severa dolcezza dei paesaggi montani. Merito della narrazione di Maurizio Crosetti è anche aver saputo trasmettere e raccontare l’importanza  dei patrimoni custoditi negli archivi storici, luoghi spesso sconosciuti e percepiti come privi di attrattiva e vivacità: gli archivi custodiscono invece infiniti oggetti, documenti e immagini che evocano con il loro silenzio percorsi multiformi a seconda di come essi vengono guardati, associati e analizzati. L’archivista, attento ad ogni segno sulle carte riporta alla luce segreti e peculiarità che forniscono materiale prezioso agli utenti e agli studiosi. Gli archivi, che Maurizio Crosetti descrive anche attraverso la penna di un altro grande scrittore, il premio Nobel Josè Saramago, prendono vita accrescendo  il desiderio dei presenti a visitarli.

L’adesione a questa manifestazione è in continuità con le politiche del Politecnico di Torino di valorizzazione del proprio patrimonio storico e con l’investimento che esso sta facendo nell’aprire al territorio e ad un  pubblico di appassionati e studiosi i propri archivi. L’Ateneo ha definito azioni strategiche volte a incrementare lo studio, la catalogazione sistematica e la valorizzazione dei propri patrimoni storici e pertanto sostiene fortemente le attività di studio e valorizzazione dei beni culturali in un'ottica di condivisione della conoscenza. Gli archivi istituzionali e i numerosi fondi acquisti e donati al Politecnico nel corso della sua attività custodiscono le radici della nostra storia e la loro apertura è di importanza strategica per la conoscenza anche della storia intesa in senso più esteso rappresentando quindi una ricchezza per la società.” commenta Nicoletta Fiorio Responsabile dell’Area Bibliotecaria e Museale, che ha curato l’evento.

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