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Il David di Donatello per i laureati del Politecnico

28 Maggio 2021

Tra i premiati ai David di Donatello di quest’anno troviamo anche un pezzo di Politecnico. Tre laureati in Ingegneria del cinema e dei mezzi di comunicazione hanno infatti vinto uno dei premi più prestigiosi del cinema italiano per gli effetti visivi (VFX) del film “L’incredibile storia dell’Isola delle rose” di Sydney Sibilia, prodotto dal colosso Netflix.

Fabio Scotellaro (Visual Effects Editor), Daniele De Maio (FX Supervisor) e Rosario Barbera (Head of Production) hanno fatto parte del team vincitore, EDI Effetti Digitali Italiani, sotto la supervisione di Stefano Leoni e Elisabetta Rocca.

Fabio Scotellaro con il premio

Per i tre ex-allievi dell’Ateneo si tratta del coronamento di una bella storia di crescita nel mondo del lavoro e dello spettacolo, iniziata con la realizzazione degli effetti visivi del film “Il primo Re” di Matteo Rovere nel 2018 e della serie di successo “Romulus”, andata in onda su Sky.

I VFX realizzati per il film premiato si basano su un’innovativa tecnologia, che applica dei “game engine” - ovvero i motori grafici utilizzati dall’industria dei videogiochi per creare rappresentazioni di mondi virtuali in tempo reale - per realizzare filmati di realtà virtuale (VR), provati anche per le esperienze con gli Oculus, gli speciali occhiali VR.

Viste le difficoltà di utilizzare il classico green screen per le scene del film, ambientato per buona parte su una piattaforma in mare aperto – appunto la leggendaria Isola delle Rose costruita negli anni ’60 al largo di Rimini - il team ha studiato come applicare l’esperienza di realtà virtuale alla cinematografia, a partire dalla pre-produzione.

Attraverso la realizzazione di strumenti di pre-visualizzazione, il team ha permesso al regista del film di “visitare” il set virtuale per decidere i punti dove collocare le macchine di ripresa, verificare la luce e il movimento del sole, analizzare gli spazi e immaginarsi le inquadrature che avrebbe voluto girare. Insomma, un vero e proprio sopralluogo sull’isola che non c’è. Anzi che non c’era ancora.

Il set dell’isola è stato ricostruito dal vero a Malta, ma il mare che la circondava e tutte le ambientazioni anni ’60 le città di Rimini e Bologna dell’epoca, gli scenari all’estero e tutti i mezzi sono stati “costruiti” con la realtà virtuale: edifici, strade, navi, barche e il traffico, aumentato con decine di auto in 3D. Per la prima volta una produzione cinematografica si è servita degli effetti di questo tipo non soltanto come rimedio agli errori, ma per la progettazione del lavoro.

 

Immagine: ufficio stampa David di Donatello