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Il team “Hygiene first” del Politecnico premiato al contest “Lavazza and Youth for SDGs”

24 Maggio 2018

Il team studentesco "Hygiene First”, coordinato dalla Professoressa Francesca De Filippi, docente di Tecnologia dell’Architettura del Dipartimento Architettura e Design, e composto da Leonardo Moiso, Elena Maylander, Francesca Letizia, Irene Caputo, Sonia Pau, Giulia Damiani, Mattia Cirillo e Chiara Sergio, si è aggiudicato con il progetto “Grow the future” il secondo posto al contest Lavazza and Youth for SDGs, promosso dal marchio torinese nell’ambito del Festival Nazionale dello Sviluppo Sostenibile.

Tenendo conto delle attività svolte dalla Fondazione Lavazza, e considerando un budget ipotetico di 50000,00 Euro, il bando ha chiesto ai partecipanti lo sviluppo di un progetto innovativo da realizzare e sostenere economicamente nel medio - lungo periodo, con attenzione agli aspetti ambientali e sociali.

Agli studenti è stato chiesto di mettere in pratica gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, interconnettendoli, evidenziando tanto le conseguenze positive quanto i potenziali rischi nel lungo periodo che la soluzione proposta può generare.

Luogo di progetto proposto dal team è la Tanzania, in cui gli studenti sono stati - appoggiandosi all’Associazione IOP - per approfondire il contesto territoriale e culturale. Qui gli agricoltori si trovano ad affrontare pesanti sfide come l'insufficiente fertilità del suolo, gli effetti del cambiamento climatico, la difficoltà di accesso a informazioni aggiornate e a servizi di sostegno all’agricoltura.

Considerate le condizioni di vita dei contadini nelle coltivazioni di caffè, spesso minacciate dalla diffusione di malattie endemiche dovute a scarse condizioni igieniche, il team Hygiene First, composto dastudenti di architettura e di design, ha proposto la progettazione di servizi igienici adeguati e sostenibili. La vision è quella di incentivare l’economia locale attraverso il riutilizzo dei rifiuti organici delle toilets per produrre compost utilizzabile come fertilizzante naturale. In questo modo i contadini avrebbero un mezzo per aumentare la produttività del terreno non inquinando sorgenti e falde acquifere locali.  

Il progetto prevede quindi la costruzione di latrine waterless con un punto di lavaggio mani, affiancate da un programma di sensibilizzazione e diffusione delle buone pratiche igieniche.

La proposta è sviluppata secondo un approccio sostenibile, utilizzando materiali costruttivi reperibili in loco. Il sistema è pensato per essere durevole nel tempo, gestibile autonomamente, con bassi costi di costruzione e manutenzione. Inoltre, per sostenere le donne lavoratrici, sono state tenute in considerazione le questioni di genere nella definizione della forma architettonica, con spazi che garantiscano la privacy.

L’elaborato ha superato i due step di selezione arrivando secondo tra i cinque progetti finalisti ed è stato premiato con la partecipazione a una Summer School sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Dato il livello di dettaglio e di analisi di fattibilità del progetto, che evidenzia costi, materiali e tempi di realizzazione, e considerato l’impatto potenziale che esso avrebbe sulle condizioni di vita della popolazione, il team spera di poter vedere realizzato il progetto, magari in un futuro non lontano.