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“Memory and the City”: il volume che illustra la ricerca di Politecnico ed EPFL vince il Koos Bosma Prize

6 Luglio 2022

Il volume “Porter le temps. Mémoires urbaines d’un site horloger”, curato dal professor Filippo De Pieri del Politecnico e da Florence Graezer Bideau della École polytechnique fédérale de Lausanne EPFL e pubblicato a Ginevra presso la casa editrice MētisPresses, è stato premiato dalla International Planning History Society (IPHS) con il “Koos Bosma Prize in Planning History Innovation” in occasione della conferenza biennale dell’associazione che si è svolta a Delft.

La pubblicazione premiata è l’esito di un progetto di ricerca, intitolato “Memory and the City”, finanziato dalla Compagnia di San Paolo nell’ambito dell’edizione 2016 del Bando per l'internazionalizzazione della ricerca del Politecnico di Torino e sviluppato congiuntamente da Politecnico ed EPFL. Il finanziamento ha reso possibile la mobilità di otto tra docenti e dottorandi e dottorande delle due istituzioni per realizzare seminari teorici ed un lavoro comune di ricerca sul campo.

La ricerca muove dalla constatazione che la dimensione della memoria è oggi una componente ineludibile dei dibattiti sulle città e si interroga su come stanno cambiando i ruoli dello storico, dello scienziato sociale, del progettista in un tempo in cui la reinvenzione e la condivisione di immagini del passato costituiscono un elemento di legittimazione essenziale per ogni progetto architettonico e urbanistico. Il volume sviluppa questi differenti approcci a partire dall’osservazione di un caso studio, il sito UNESCO di recente istituzione che unisce due città svizzere tradizionalmente caratterizzate dalla produzione di orologi, Le Locle e La Chaux-de-Fonds, sotto l’etichetta di “watchmaking town planning”.

La giuria del premio ha apprezzato il valore di un lavoro “tanto penetrante quanto capace di porre nuove sfide” e ha sottolineato nelle proprie motivazioni che “la ricerca incorpora in modo creativo una metodologia innovativa che combina la ricerca documentaria con il lavoro sul campo. Il risultato è la proposta di un nuovo tipo di storia, dove la narrazione è al tempo stesso descrittiva e inventiva, capace di generare nuove identità attraverso la moltiplicazione delle fonti”.

Il Professor De Pieri ha dichiarato: “il riconoscimento premia il carattere di un lavoro che è stato fortemente collettivo nella sua impostazione come nel suo svolgimento e conferma il successo di una strategia di sostegno alla ricerca capace di favorire la costruzione di gruppi transnazionali e multidisciplinari, valorizzando tra l’altro il potenziale di internazionalizzazione presente nei dottorati dell’Ateneo”.

Il libro è pubblicato in una duplice edizione,  stampa e open access scaricabile gratuitamente.