In Ateneo

Conoscenza e innovazione per affrontare le sfide del futuro nell'Inaugurazione dell'Anno Accademico

22 Febbraio 2021

“Questa Inaugurazione ha luogo in piena pandemia, una catastrofe che ha segnato come nessun’altra la vita di chi, come la stragrande maggioranza di noi, non ha mai vissuto sulla pelle propria e dei propri cari una guerra. Siamo oggi a un punto di svolta: nulla sarà più come prima e, volendo essere ottimisti, questo evento sarà un acceleratore di quel cambiamento sempre più necessario per l’umanità verso una crescita sostenibile, inclusiva, rispettosa del pianeta. Questo contesto rende ancora più urgente l’azione delle comunità accademiche per superare la crisi”.

Da questo cambiamento di paradigma prenderà avvio mercoledì il messaggio che il Rettore Guido Saracco proporrà alla comunità accademica e agli attori del territorio nel corso dell’inaugurazione dell’Anno Accademico 2020/2021 del Politecnico. Alla cerimonia interverrà il professor Gaetano Manfredi, già Ministro dell’Università e della Ricerca e porterà il proprio contributo con una lectio la professoressa Alison James dell’Università di Winchester.

Nel corso della conferenza stampa il Rettore ha anticipato alcuni temi della sua relazione e ha ripercorso l’operato del Politecnico negli ultimi dodici mesi, dall’inizio della pandemia: “In questo periodo critico il Politecnico di Torino con le Università piemontesi ed esperti da tutta Italia ha speso molte energie per supportare il nostro Paese nel fronteggiare la pandemia. Ha operato per la ripartenza di imprese, circoli sportivi, istituzioni sanitarie, enti del terzo settore, teatri, cinema, arene sportive, scuole di ogni ordine e grado. Ha contribuito a realizzare nuove tecnologie, nuove norme e un continuo servizio di consulenza nella applicazione ai diversi contesti delle procedure migliori per il contenimento del rischio di trasmissione del contagio. Ma ancor di più il Politecnico potrà fare per la futura ripartenza della nostra economia”, auspica il Rettore, che racconta di un Ateneo solido, che conferma nei numeri le basi su cui le nuove dinamiche imposte dalla pandemia si sono innestate: 36.000 studenti, provenienti per il 61% da fuori Regione e dall’estero; 50 corsi tra primo e secondo livello di formazione, 16 corsi di Dottorato per quasi 1000 dottorandi – un numero in forte crescita nell’anno 2020; 95 milioni di euro ricevuti su 248 progetti del programma europeo Horizon 2020; 939 brevetti depositati e 62 spin-off costituite. Questo solo per citare alcuni dei dati che fotografano un Ateneo che ha retto alla crisi, confermandosi capace di attrarre studenti e finanziamenti e di generare innovazione e impatto sul territorio anche nei mesi della pandemia.

Il Rettore ha poi introdotto quello che sarà uno dei temi conduttori dell’Inaugurazione dell’Anno Accademico: “Tutto il mondo si sta interrogando su come vadano aggiornati i paradigmi dei percorsi formativi dei tecnologi (ingegneri, architetti, pianificatori e designers) come quelli che formiamo al Politecnico. Siamo probabilmente alle porte di un profondo cambiamento di un modello formativo invalso oramai da secoli. È necessario cambiare il proprio modo di insegnare, fare sì che il processo di apprendimento sia più incentrato sugli studenti stessi, che loro diventino protagonisti attivi e non passivi”. Un cambiamento che deve fare i conti con le modalità della didattica a distanza imposte dalla pandemia, affinché diventino un’opportunità e non una difficoltà.

Il bilancio di dodici mesi di DAD al Politecnico è positivo, pur con i suoi momenti di difficoltà, superati grazie a competenza, professionalità, investimenti e anche alla collaborazione di tutti, studenti e docenti. A febbraio 2020 il Politecnico è stato uno dei primi atenei in Italia a strutturarsi per poter garantire lezioni, esami e sessioni di laurea da remoto.  Si è trattato di un enorme sforzo organizzativo e finanziario, con investimenti complessivi per oltre 5 milioni di euro.

Secondo grande tema dell’Inaugurazione, lo sviluppo dei territori e l’uscita dalla crisi: “Per l’utilizzo dei fondi del Next Generation EU servono progetti concreti che siano ben recepiti a livello Europeo. Credo che l’Italia e il Piemonte in particolare dovrebbe ispirarsi sempre più al modello delle Knwoledge and Innovation Communities (KIC), le Comunità di Conoscenza e Innovazione promosse dalla Comunità Europea a partire dal 2008: luoghi fisici e virtuali per promuovere a livello locale la collaborazione tra l’elica Università-Industria-Stato e i corpi intermedi tipici di ciascun territorio”, spiega il Rettore Saracco.

L’Ateneo, di concerto con l’Università di Torino e gli enti di ricerca, focalizzerà quindi una parte delle proprie strutture (laboratori e centri specialistici e interdisciplinari) nelle direzioni più paganti per il supporto alle principali filiere produttive del territorio: la manifattura 4.0, la mobilità sostenibile, l’aerospazio, la salute, l’economia circolare e la bioeconomia, la transizione energetica, digitale ed ecologica, la riqualificazione urbana. I progetti ai quali si sta lavorando, insieme agli attori del territorio, sono: La Città della Manifattura 4.0 e della Mobilità Sostenibile a Mirafiori, la Città dell’Aerospazio nell’area di Corso Marche, il Distretto del Digitale, presso la sede principale di Corso Duca degli Abruzzi, il Parco dell’Economia Circolare e della Transizione Energetica presso l’Environment Park di Via Livorno e il Campus Valentino sul Patrimonio e la Rigenerazione Urbana

Allo stesso modo il Politecnico porterà le competenze integrative necessarie ad alcune delle iniziative di creazione di poli promossi dall’Università di Torino: La Città della Scienza a Grugliasco e la Città della Salute e dell’Innovazione.

In conclusione della conferenza stampa, il Rettore ha dato appuntamento all’Inaugurazione dell’Anno Accademico 2020/2021, la prima della storia dell’Ateneo senza pubblico in sala: “Nonostante il periodo di emergenza sanitaria e di crisi economica, il Politecnico di Torino sta affrontando una nuova stagione di crescita, di interazione con il territorio e di apertura all’internazionalizzazione, operando quotidianamente cercando di valorizzare al massimo i fondi che lo Stato, le famiglie dei nostri studenti ed enti finanziatori esterni gli conferiscono. Credo sia importante non rinunciare a un momento tanto solenne come quello dell’Inaugurazione dell’Anno Accademico, proprio oggi, quando “fare comunità” è ancor più che in passato un valore irrinunciabile, quindi saremo insieme, con tutta la nostra comunità accademica, con le istituzioni del territorio e con tutti quelli che si sentono vicini al Politecnico di Torino e che vorranno seguirci, sfruttando le possibilità che la tecnologia ci consente di mettere in campo”.