Juan Carlos De Martin
In Ateneo

Il contributo del Politecnico al gruppo di lavoro nominato dal Governo per contrastare il fenomeno dell’odio online

3 Febbraio 2020

Con la firma a Palazzo Chigi del decreto ministeriale sull'odio online, il Governo ha dato il via libera all'iniziativa pensata dal Ministro dell’Innovazione Paola Pisano, dal Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega per l’Editoria, Andrea Martella, che hanno proposto la creazione di un gruppo di lavoro sul fenomeno dell’odio online.

Di questo comitato di esperti farà parte anche il professor Juan Carlos De Martin, che da quasi vent'anni si occupa di temi relativi all'impatto delle tecnologie digitali sulla società. Si tratta di gruppo di lavoro messo in campo per studiare il fenomeno e, nel caso in cui gli strumenti già a disposizione non fossero sufficienti, per articolare delle proposte su come combatterlo. Sociologi, giornalisti, professori universitari, avvocati si riuniranno al Ministero dell'Innovazione per analizzare i risvolti dell'odio online, con il compito di stilare una relazione conclusiva. Il gruppo, coordinato dall'avvocato Guido Scorza, sarà composto a titolo gratuito da altri quindici esperti: Stefano Epifani, Giovanni Boccia Altieri, Sonia Montegiove, Martina Pennisi, Ilaria Sotis, Massimo Mantellini, Giovanni Ziccardi, Giovanna Cosenza, Sara Bentivegna, Walter Quattrociocchi, Paolo Iabichino, Rosy Russo, Carlo Blengino, Anna Masera e Luca De Biase (questi ultimi tre anch’essi affiliati - come il professor De Martin - al Centro Nexa su Internet e Società del Politecnico).

L’obiettivo è quello di “mappare i possibili strumenti tecnologici di contrasto, identificare le modalità con le quali i gestori delle piattaforme possono contribuire a limitarne l’impatto sulla società nel rispetto dei principi costituzionali” come ha spiegato il Ministro Paola Pisano.

“In questi ultimi anni si è molto parlato, non solo in Italia, di ”odio online”, facendo però spesso confusione” dichiara il professor Juan Carlos De Martin.“L’odio, infatti, è un sentimento umano del tutto legittimo, che quindi non può essere stigmatizzato in sé e per sé. Quello che su cui porre l’attenzione, dunque, sono le eventuali conseguenze concrete di determinate espressioni, che possono essere la conseguenza di sentimenti di odio, ma che spesso hanno cause diverse, come noia, volontà di sopraffazione, ignoranza, eccetera. Nell'ambito digitale i nuovi strumenti possono innescare fenomeni in parte inediti rispetto al passato, fenomeni che il gruppo di lavoro certamente analizzerà, seguendo però sempre la bussola dei diritti costituzionalmente garantiti, a partire dall'Articolo 21 della Costituzione”.

[Fotografia: Filippo Alfero/Getty Images]