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In Ateneo

Il Politecnico diventa "Università Piattaforma"

21 Gennaio 2020

“Il Politecnico di Torino e molte università italiane si stanno dedicando a produrre impatto sociale e con questo a far evolvere il proprio modo di formare, fare ricerca, promuovere l’innovazione, di coinvolgere la società in eventi di familiarizzazione e di pensiero critico con le nuove tecnologie. Occorre sconfiggere le paure ed i disagi che pervadono sempre di più le persone, impostando con loro un dialogo e tenendo presente le loro esigenze, e promuovere uno sviluppo sostenibile ed inclusivo formando al Politecnico non solo architetti, designers e urbanisti, ma anche ingegneri “creativi”, che conoscano non solo la matematica, fisica, chimica e informatica, ma anche le scienze dell’uomo e della società per capire meglio e con senso critico i problemi a cui porre rimedio – se il problema si presta – tecnologicamente, che sappiano lavorare in gruppo interagendo con specialisti di queste e altre discipline, che sappiano comunicare da soli e in gruppo”.

Da questo cambiamento di paradigma prenderà avvio domani il messaggio che il Rettore Guido Saracco proporrà alla comunità accademica e agli attori del territorio nel corso dell’inaugurazione dell’Anno Accademico 2019/2020 del Politecnico di Torino. Alla cerimonia interverrà il Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi e porterà il proprio contributo con una lectio il professor Enrico Giovannini, portavoce dell’ASVIS, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.

Nel corso della conferenza stampa di oggi, il Rettore ha anticipato alcuni temi della sua relazione e ha raccontato l’evoluzione del Politecnico negli ultimi mesi, con le prime fasi di applicazione del Piano Strategico 2018-2024.

“È indispensabile che la nostra università si apra a una stretta collaborazione con i principali attori dello sviluppo economico per ciascuna delle proprie missioni (formazione, ricerca e terza missione, tra cui il trasferimento tecnologico) innanzitutto per mantenersi aggiornata attraverso il contributo di chi opera quotidianamente (professionisti, manager, funzionari, ecc.) nella società in rapido cambiamento. È il cambio di paradigma che il nostro piano strategico identifica come il passaggio da una “Università Fabbrica” che consegna laureati e risultati di ricerca all’industria e gli altri attori dello sviluppo sociale ad una “Università Piattaforma” che realizza compiutamente formazione e ricerca in collaborazione stretta con queste ultime controparti”, spiega il Rettore.

Studenti e formazione

“Abbiamo già intrapreso percorsi per il miglioramento continuo della nostra didattica nel nostro “Teaching Lab” che con i suoi esperti consentirà ai nostri docenti di aggiornarsi sulle nuove tecniche della didattica centrata sullo studente. Stiamo inoltre investendo nella riqualificazione di professionisti e di maestranze attraverso il nostro Competence Centre 4.0 e la nostra Scuola di Master e formazione permanente, spesso come portatori delle conoscenze più approfondite nelle nuove tecnologie, in collaborazione con associazioni imprenditoriali o qualificate scuole di management. Anche a livello di Dottorato abbiamo intrapreso azioni di approfondimento dei temi dell’Agenda 2030 in collaborazione con il Joint Research Center della

Comunità Europea e la Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile. Stiamo infine stringendo una alleanza forte con le Fondazioni ITS del nostro territorio per poter far decollare compiutamente quel sistema formativo professionalizzante basato su diplomi ITS di 5° livello e di laurea universitaria di 6° livello ISCED”, prosegue il Rettore, che spiega come si tratti di misure fondamentali per combattere nel nostro Paese la disoccupazione giovanile (oltre il 30%), la frazione di giovani NEET (intorno al 25%) e aumentare il numero di giovani che hanno avuto ricevuto una formazione terziaria (inferiore di oltre il 10% rispetto alla media europea): problemi che affliggono in modo significativo la nostra Regione.

 

Ricerca e innovazione

Per quanto riguarda la ricerca, l’Ateneo mira a un maggiore impatto della propria ricerca applicata e interdisciplinare, pur senza trascurare quella fondamentale: “Potenzieremo questi aspetti attraverso i nostri Centri Interdipartimentali, le nostre Infrastrutture di ricerca, i partenariati con grandi gruppi industriali (FCA, ENI, Avio Aero, General Motors, ecc.). Con ENI, ad esempio, abbiamo appena firmato un protocollo di intesa per lo sviluppo di sistemi di conversione del moto ondoso delle onde in energia elettrica, che supera per importo qualsiasi precedente accordo del Gruppo ENI con altre università. In un settore tanto strategico per il pianeta questa collaborazione rappresenta per il nostro Ateneo un esempio virtuoso di open innovation che, nata nei nostri laboratori di ricerca, ha attraversato tutti i successivi passaggi verso l'immissione nel mercato”.

Proprio nell’ambito della innovazione e del trasferimento tecnologico, nel 2019 I3P, Incubatore d’Imprese Innovative del Politecnico di Torino, è stato riconosciuto come il Miglior Incubatore Pubblico su scala mondiale secondo l’UBI Global World Rankings of Business Incubators and Accelerators 2019–2020, la più importante graduatoria sui programmi di incubazione ed accelerazione affiliati ad istituzioni universitarie stilata da UBI Global, che nel 2019 ha analizzato 364 programmi a livello globale.

 

Impatto sulla società

Il Rettore ha ricordato, tra gli esempi di proficua collaborazione con altre realtà del territorio per il conseguimento di un elevato impatto sulla società, la sigla di un accordo con la Fondazione Cottino dell’imprenditore Giovanni Cottino, ex allievo del Politecnico, per la realizzazione di programmi congiunti per la formazione alla imprenditoria di impatto sociale nonché per il finanziamento della costruzione di un Learning Centre da 3.000 metri quadri: “Questa iniziativa rappresenta per l’ingegner Cottino una forma di restituzione all’Ateneo che lo ha formato, a beneficio di migliaia di ragazzi che ogni anno frequenteranno il centro per quei corsi basati sull’apprendimento centrato sullo studente che sarà un tratto distintivo delle didattica del Politecnico”.

Evento di punta dell’anno appena concluso, il Rettore ha ricordato che nel 2019 il Politecnico ha realizzato con grande successo un Festival della Tecnologia, per celebrare il suo 160° anniversario e per dare corso pieno a quella componente della sua terza missione, la condivisione della conoscenza con la Società. Il Festival, frequentato da oltre 50 mila visitatori, tra cui molti nostri studenti e le loro famiglie, con i suoi 300 oratori e oltre 160 eventi, si poneva l’obiettivo di esplorare il rapporto sempre più stretto tra tecnologia e società. “È stata una grande emozione riscontrare l’interesse di così tante persone, tutt’altro che scontato, nell’esplorare queste tematiche determinanti per il loro futuro, nell’assorbire quella cultura che è un elemento fondamentale per garantire coesione sociale proprio quando la crisi ha esasperato le differenze. Il Festival diventerà un appuntamento fisso della nostra città, la Biennale Tecnologia che avrà nuovamente luogo dal 12 al 15 novembre 2020 per poi essere tenuta ad anni alterni con un’altra grande manifestazione della nostra città, ovvero Biennale Democrazia”.

Un Politecnico in evoluzione, quindi, che conferma nei numeri le solide basi di partenza da cui prende avvio il suo processo di cambiamento: 35.700 studenti, 53 corsi tra primo e secondo livello di formazione, 16 corsi di Dottorato per oltre 800 dottorandi, 6.700 studenti stranieri (il 16% del totale degli studenti) provenienti da 115 Paesi, 76 milioni di euro ricevuti su 119 progetti del programma europeo Horizon 2020, 784 brevetti depositati e 60 spin-off costituite. Questo solo per citare alcuni dei dati che fotografano un Ateneo pronto a un’evoluzione verso un nuovo modello che ha come obiettivo la generazione di un più consistente impatto sociale: “È il cambio di paradigma che il nostro piano strategico identifica come il passaggio da una “Università Fabbrica” che consegna laureati e risultati di ricerca all’industria e gli altri attori dello sviluppo sociale a una “Università Piattaforma”, che realizza compiutamente formazione e ricerca in collaborazione stretta con queste ultime controparti. Il Politecnico sta dunque facendo del suo meglio per assolvere sempre meglio alle sue rinnovate missioni, attraverso un uso etico delle risorse che gli sono affidate dallo Stato e attraverso un condiviso processo di riforma”, conclude il Rettore.