In Ateneo

Il Politecnico in campo per salvare i monumenti colpiti dal sisma del 2016

27 Settembre 2018

Sono numerosi i Dipartimenti del Politecnico che hanno messo in campo risorse e know how per contribuire alla ricostruzione dei monumenti danneggiati dal sisma del 2016 in Centro Italia.

Ecco i gruppi di ricerca che sono attualmente operativi nel cratere sismico per effettuare indagini diagnostiche sui principali monumenti colpiti dalle scosse.

Il DISEG - Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnicaha siglato un Accordo di Cooperazione Scientifica e Strategica stipulata con i Comuni di Tolentino (MC), San Severino Marche (MC) e la University of Nagoya City (Japan): i professori Donato Sabia e Renato Lancellotta seguono con i i tecnici del MastrLAB il monitoraggio dinamico strutturale della Basilica di San Nicola (Tolentino), delle Torri del Duomo e degli Smeducci (San Severino Marche).

Il team di geomatica guidato dal professor Andrea Lingua (DIATI) e dai professori Antonia Spanò e Filiberto Chiabrando (DAD) sta collaborando con la Regione Umbria e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria a Norcia per la restituzione grafica (mediante rilievi 3D da drone e con sistemi di mapping mobile terrestre) della co-cattedrale di Santa Maria Argentea e delle chiese di San Francesco e San Lorenzo in Norcia, San Salvatore e Sant’Andrea a Campi.

Il Gruppo di Ricerca Interdipartimentale composto da DISEG – DIATI – DAD e coordinato dal professor Sebastiano Foti e dall’ingegner Alessandro Grazzini sta portando avanti una campagna diagnostica sulle principali chiese di Amatrice. In virtù di un Accordo di Cooperazione Scientifica e Strategica siglato con l’Ufficio del Soprintendente Speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016, il Segretariato Regionale del Mibact del Lazio, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone Latina e Rieti e la Curia di Rieti,  sono in fase di esecuzione le indagini diagnostiche sulla chiesa di Sant’Agostino, il Santuario di Santa Maria delle Grazie in località Varoni e il Santuario dell’Icona Passatora in località Ferrazza.

La finalità che accomuna queste missioni di ricerca è di offrire tempestivamente risultati sperimentali e scientifici utili agli Enti territoriali preposti alle future fasi di progettazione della ricostruzione, affinché possano partire in tempi brevi ed evitare un ulteriore deterioramento dei monumenti stessi.

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