In Ateneo

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: il sottosegretario Amendola incontra il Politecnico

19 Novembre 2021

La globalizzazione, gli obiettivi di sviluppo sostenibile, l’accelerazione nell’integrazione del digitale nella nostra economia e nelle nostre vite quotidiane sono sfide complesse, che aprono nuovi scenari e investono profondamente l’attività delle università italiane.

Il programma di incontri del Sottosegretario di Stato agli Affari europei Vincenzo Amendola con istituzioni, università e imprese ha fatto tappa oggi al Politecnico. Un calendario di appuntamenti finalizzato sia a conoscere chi concretamente lavorerà ai progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sia a promuovere le opportunità che derivano dalle transizioni gemelle cardine del PNRR: la rivoluzione verde e la transizione digitale.

Amendola ha incontrato il Rettore Guido Saracco, il Vicerettore per la Ricerca Matteo Sonza Reorda e la Vicerettrice Giuliana Mattiazzo, che gli hanno illustrato i principali progetti e le traiettorie di ricerca sulle quali l’Ateneo si sta muovendo nell’ambito del PNRR: “Il nostro Paese ha bisogno di intraprendere una transizione verso uno sviluppo sostenibile in linea con il Green new deal europeo, di ammodernare le proprie infrastrutture, di dare piena corso alla digitalizzazione”, ha esordito il Rettore Guido Saracco.

Il Politecnico è attualmente impegnato nella predisposizione di proposte volte alla costituzione dei Centri nazionali di ricerca previsti dal PNRR, con particolare attenzione a quelli su: Simulazioni, calcolo e analisi dei dati ad alte prestazioni; Tecnologie dell’Agricoltura, in collaborazione con l’Università di Torino; Mobilità sostenibile. Partecipa inoltre alle cordate in corso di costituzione per la creazione di numerosi partenariati estesi su tematiche ampie, dall’intelligenza artificiale, all’energia, alla cybersecurity, per citarne alcuni.

L’Ateneo presenterà proposte anche per le Infrastrutture di ricerca e le Infrastrutture tecnologiche di innovazione, dove possibile integrate con quelle già in corso di predisposizione per i Centri nazionali e i Partenariati estesi. Anche sugli Ecosistemi dell’innovazione il Politecnico sta predisponendo un progetto insieme all’Università di Torino e agli attori del territorio, integrato nelle precedenti azioni, con l’obiettivo di massimizzare le ricadute dell’innovazione sulle imprese e ad attrarre l’interesse di ulteriori aziende.

Noi cerchiamo di delineare delle traiettorie di ricerca per anticipare le scelte giuste per rispondere alle sfide di futuro”, prosegue il Rettore: “Per farlo, è essenziale la cooperazione sul territorio e abbiamo fatto un primo passo con la dichiarazione di Torino come area di crisi complessa.  Sono arrivate risorse che sono state riversate su aree di sviluppo tematiche, a Mirafiori, su Corso Marche, a Grugliasco e in altre realtà del territorio, ispirandoci al modello delle Knowledge and Innovation Community, che prevede di dislocare su aree tematiche sia la ricerca e il trasferimento tecnologico – anche le start up - sia la didattica, per favorire la contaminazione con i ragazzi in formazione, motore dell’innovazione. In particolare, prevediamo già di portare nel Competence center CIM4.0, punto di unione tra le università e il mondo aziendale, le azioni di up-skilling e re-skilling. Vorremmo proporre un modello replicabile anche in altri distretti industriali in Italia, in cui i Competence Center diventino ispiratori di buone pratiche”.

 “Con le risorse del PNRR vogliamo colorare questi progetti, senza cedere alle tentazioni di drogare il sistema. Come ho avuto modo di spiegare nel corso della mia relazione in occasione dell’Inaugurazione dell’Anno Accademico, infatti, il PNRR può essere una grande occasione, ma dobbiamo evitare l’”effetto zucchero filato”, cioè la possibilità che, passato l’effetto di grande entusiasmo scaturito da una grande iniezione di fondi, non si rimanga, quando i finanziamenti finiranno, più deboli di prima, perché ormai incapaci di procacciarsi contratti e altre risorse”.

I Vicerettori Mattiazzo e Sonza hanno accompagnato il Sottosegretario in una visita del MORELab, il laboratorio di ricerca congiunto tra Politecnico di Torino ed Eni per l’innovazione nel settore delle energie rinnovabili marine, da quella derivante dal moto ondoso all’eolico e solare offshore, alle correnti oceaniche e di marea, fino al gradiente salino. Hanno inoltre visitato la Cittadella politecnica, prima espansione della sede storica dell’Ateneo dedicata a imprese e innovazione e il laboratorio LACE (Antenna and Electromagnetic Compatibility Laboratory).

Il Sottosegretario Amendola ha dimostrato grande interesse per l’impegno del Politecnico sulle tematiche del PNRR: “Il Politecnico di Torino è un modello nazionale di innovazione ed efficienza in termini di istruzione e ricerca. Il suo punto di forza è la capacità di uscire dall’ambito accademico, allargando i propri confini all’intero ecosistema di tecnologia e impresa. Al momento impegnato in numerosi progetti che concorrono per usufruire delle risorse del Recovery, questo Ateneo è un esempio di come i fondi del PNRR possano essere utilizzati per potenziare infrastrutture tecnologiche e per supportare gli stessi ricercatori, in stretto coordinamento con il territorio e gli enti locali.

Grazie alla collaborazione con l’Università di Torino e con alcune grandi aziende, il Politecnico è inoltre promotore di uno degli otto Centri di competenza ad alta specializzazione attivi al momento in Italia, realtà che rientra appieno nella quarta missione del nostro Recovery intitolata ‘Dalla ricerca all’impresa’ e che ho il piacere di visitare oggi”.

Nel pomeriggio, il Sottosegretario ha infatti visitato anche il CIM4.0 a Mirafiori, Competence Center coordinato dal Politecnico e finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico per lo studio di soluzioni per la manifattura avanzata in numerosi settori, dall’automotive all’aerospazio e l’affiancamento delle aziende nei processi di innovazione e formazione professionale.