In Ateneo

Tornano i bambini al Policino

8 Luglio 2020

Con il riavvio delle attività in presenza di docenti e personale e il rientro anche dei ricercatori e dei tesisti nei laboratori, seppur con turni e misure che garantiscono la sicurezza di tutti quelli che frequentano l’Ateneo, mancavano all’appello solo i più giovani: i bimbi – figli e nipoti di dipendenti e studenti dell’Ateneo – che frequentano Policino, il micronido e baby-parking dell’Ateneo.

Dopo oltre 100 giorni di chiusura a causa delle misure di contenimento dovute all’emergenza sanitaria da Covid-19, dall’inizio del mese di luglio anche loro possono nuovamente accompagnare al lavoro genitori e nonni, per trascorrere poi la giornata impegnati nelle tante attività di gioco proposte dalla cooperativa Stranaidea, che gestisce la struttura.

Il servizio sarà attivo fino al 31 luglio e si svolgerà nel pieno rispetto delle indicazioni previste dal DPCM dell’11 giugno 2020 come controllo della temperatura all'ingresso, igienizzazione delle mani all’ingresso e in uscita, rispetto della distanza di sicurezza, uso delle mascherine da parte degli educatori e degli operatori. Inoltre, gli ambienti e i giochi saranno costantemente igienizzati e sanificati e saranno garantiti accessi differenziati per le famiglie. Due “squadre” di bambini a settimana, di un massimo di 5 bambini ciascuna e composte da bimbi che già frequentavano il micronido nell’anno educativo interrotto dall’emergenza sanitaria, potranno così riprendere contatto con la scuola e con le insegnanti.

“Anche questo è un segnale di ritorno a una normalità che ormai è una realtà che interessa tutte le attività del nostro Ateneo”, commenta il Rettore Guido Saracco: “I docenti e il personale stanno ritornando al lavoro in presenza con gradualità e facendo tesoro dell’esperienza dello smart working, che abbiamo imparato ad utilizzare al meglio e che vorremmo conservare per quelle attività che possono essere svolte in modo addirittura più efficiente da casa; abbiamo però tutti voglia di tornare a incontrarci, a parlare senza l’intermediazione di un video e anche la possibilità di offrire attività ludico-ricreative per intrattenere i bambini dei lavoratori che necessitano di tornare in ufficio e in laboratorio favorirà la ripresa delle attività in presenza”.