In Ateneo

Un lavoro per donne

30 Aprile 2020

Una chiacchierata tra studentesse, scambi di opinioni ma soprattutto un momento di confronto e di approfondimento di sensazioni e problematiche, ormai superate, per chi è donna e fa parte del mondo STEM: un acronimo - Science, Technology, Engineering and Mathematics – che ancora troppo spesso spaventa le ragazze che pensano di scegliere un percorso universitario scientifico. Ad oggi infatti, solo tre studentesse su dieci scelgono l'ambito che sta offrendo i posti di lavoro più interessanti, in termini di numeri e di innovazione. Un fenomeno che ha a che fare con gli stereotipi che possono essere proposti dall’infanzia, con una divisione che cataloga i lavori “per donne” e quelli “per uomini”.

E l’evento digitale WeAreHERe e.vent si chiama proprio “Un lavoro per donne”: la scienza è un lavoro per donne. In una diretta sui canali social Sofia Viscardi, scrittrice e youtuber, ha condotto lo spazio virtuale in cui le studentesse e anche gli studenti delle scuole superiori hanno potuto interagire con chi è iscritto e sta seguendo il percorso di Ingegneria del Politecnico e lasciarsi ispirare dalle loro storie.

A raccontare le proprie esperienze Michela Vinci, studentessa con la passione per la Formula 1 e la MotoGP, che dopo gli studi al liceo classico ha scelto di iscriversi al corso in Ingegneria meccanica del dell’Ateneo seguendo le orme del fratello maggiore, ha superato un blocco negli studi durante il suo secondo anno per poi concludere brillantemente la triennale e iscriversi alla specialistica; Laura Marchetti, studentessa di Ingegneria Informatica fa invece un parallelismo tra studio universitario e sport per superare i propri limiti che troppo spesso sono solo mentali: l’impegno e la dedizione l’hanno portata a vincere la medaglia d’oro in canottaggio ai campionati mondiali universitari di Shanghai e a prendere la decisione di spostarsi da Pavia a Torino, a vivere da sola, per studiare al Politecnico; Giulia Bassani, studia invece ingegneria Aerospaziale, autrice del libro “Ad Martem 12”, è stata la prima in famiglia a scegliere gli studi ingegneristici, superando i dubbi e le perplessità della sua famiglia. Esperienze diverse che hanno però un denominatore comune: le difficoltà incontrate non hanno nulla a che fare con l’essere donna.

Accanto a queste testimonianze di chi sta affrontando il percorso universitario, anche la voce di Pamela Gotti, che già lavora in campo STEM: ex-allieva dell’Alta scuola Politecnica, senior software engineer in Credimi SPA e CTO di She Tech, la community che supporta le donne nel mondo della tecnologia, del digital e dell'imprenditoria. Una passione per l’informatica nata quasi per caso a dieci anni: estratta a sorte per partecipare ad un corso dedicato, l’ha portata ad approfondire fino a farne una scelta di vita.

Tag