Ricerca e innovazione

Economia circolare: se ne parla in ambito europeo

23 Marzo 2018

“CIRCULAR REGIONS ON THE WAY - A vision on Cohesion Policy Beyond 2020” è il primo evento di divulgazione Interregionale del progetto RETRACE, acronimo di “A Systemic Approach for REgions TRAnsitioning towards a Circular Economy”, che promuove l’adozione di un Approccio Sistemico come metodologia per l’elaborazione di politiche locali mirate a supportare la transizione verso un’Economia Circolare. Elaborato dal dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino e vincitore del bando Europeo Interreg, RETRACE coinvolge otto partner pubblici e privati e oltre settanta stakeholder di cinque Paesi Europei - Italia, Spagna, Francia, Romania e Slovenia - impegnati dall’avvio ufficiale del progetto avvenuto il 1° Aprile 2016 fino alla sua conclusione, prevista per 31 Marzo 2020.

Diverse sono state le questioni dibattute durante l’evento di divulgazione tenutosi a Bruxelles: come l’Economia Circolare si stia diffondendo in Europa, che ruolo stia giocando all’interno della Politica di Coesione Europea e quali spunti possano offrire le esperienze regionali di policy-making.

Questioni affrontate dagli ospiti Janez Potočnik, Co-Chair presso lo UN Resource Panel – UNEP e Paola Migliorini, Team Leader Circular Economy, Directorate General Environment, che hanno descritto il panorama delle politiche europee in tema di Economia Circolare e il ruolo chiave che i progetti come RETRACE giocano nel raggiungimento degli obiettivi definiti dal Circular Economy package. “La transizione verso un nuovo modello economico che integri tutti i pilastri della sostenibilità dovrebbe essere al centro della nostra attenzione” ha commentato Janez Potočnik “Tutti i livelli, globale, Europeo, nazionale, regionale, locale, cittadino, e tutte le parti interessate come attori pubblici e privati, settori finanziari, società civile ed università dovrebbero partecipare attivamente al cambiamento di sistema”. Essenziale in questo processo è anche l’inclusione di quegli attori che da questo cambiamento di paradigma si trovano svantaggiati: “Il dialogo attivo con i potenziali perdenti è necessario per rendere la transizione equa e possibile”.

Gli sforzi compiuti a livello Europeo in tema di Economia Circolare assumono anche una dimensione globale, contribuendo al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) “L'agenda dell'UE sull'Economia Circolare offre un contributo chiave agli OSS attraverso la creazione di posti di lavoro e aumento del PIL, il miglioramento della qualità ambientale per cittadini e animali, la lotta ai rifiuti plastici dispersi in mare, la protezione delle risorse di acqua dolce, la riduzione delle emissioni di gas serra e in generale rendono più sostenibile il nostro modello economico e la vita quotidiana” ha ricordato ancora Paola Migliorini.

Anche la Regione Piemonte contribuisce attivamente alla transizione verso un’Economia Circolare “Circa la metà dei progetti ammessi nei nostri programmi di finanziamento Smart Specialization Strategies ha a che fare con l'economia circolare” continua Vincenzo Zezza, Responsabile del Sistema Universitario, Diritto allo studio, Ricerca e Innovazione della Regione Piemonte, che ricorda ancora come le misure a supporto della transizione siano però ancora limitate ”questo significa più di 2,5 milioni di euro investiti in questo settore, ma abbiamo pochissime misure e strumenti di finanziamento per implementare le innovazioni emergenti dalla ricerca: dovremmo valutare urgentemente come finanziare e supportare l'implementazione delle soluzioni di Economia Circolare. RETRACE ci ha aiutato a connettere tra loro gli stakeholder più rilevanti a livello regionale provenienti non solo dalle aziende, ma anche della società civile e da diversi livelli di governance ed è stato utile per identificare alcuni casi significativi, in termini di circolarità e di economia promossa, di catene del valore attive nell'attuazione dell'Economia Circolare”.

Sono stati inoltre presentati i risultati della prima fase del progetto: sette Field Visit effettuate nelle 5 regioni partner, oltre a Olanda e Scozia; oltre cinquanta Buone Pratiche di Economia Circolare e Design Sistemico condivise, cinque Piani di Azione Regionali per la promozione dell’Economia Circolare, cinque Rilievi Olistici che presentano una fotografia dello stato dell’arte delle politiche attive in ogni regione partner relativamente al tema dell’Economia Circolare, nove video realizzati per la divulgazione delle Buone Pratiche condivise nelle varie Field Visit.