Ricerca e innovazione

Heat-to-Fuel: i biocarburanti di nuova generazione

13 Novembre 2018

Nel 2013 il 31,6% del consumo di energia in Europa è stato destinato al settore dei trasporti; tra l’altro, in questo settore si impiegano prevalentemente combustibili fossili d’importazione come il gasolio e il cherosene: partendo da questi dati la prospettiva per il futuro punta verso una produzione a minor impatto ambientale finalizzata alla riduzione delle emissioni. E in questa direzione si inserisce il progetto Heat-to-Fuel che costituisce un’importante iniziativa dell’Unione Europea per cogliere l'opportunità di fornire tecnologie e processi efficienti per i carburanti di nuova generazione nel settore dei trasporti, i biocarburanti.

Con il coinvolgimento di 14 Partner da 7 stati europei e coordinato dall'istituzione austriaca Güssing Energy Technologies, il progetto vede come partner il Politecnico di Torino ed è stato finanziato nell’ambito del programma Horizon 2020. Il nuovo biocarburante “decarbonizzato” -ovvero ottenuto non da petrolio ma da biomasse di seconda generazione- sarà più performante grazie all'integrazione di nuove tecnologie, attività innovative su design, modellazione, sviluppo di hardware e processi, test e analisi del ciclo di vita di un sistema completamente integrato. Tra i vari compiti del Politecnico ci sará quello di modellare l'impianto.

Diversi sono i vantaggi che il biocarburante potrebbe apportare: in primo luogo, l’aspetto economico, dal momento che con queste tecnologie si otterrebbero miscele a prezzo inferiore a 1 euro al litro – ottenuto grazie a una riduzione del 20% dei costi di produzione – ma anche la creazione di nuovi posti di lavoro all’apertura di nuove bioraffinerie; si deve poi anche sottolineare l’aumento della qualità con conseguente riduzione delle emissioni di gas serra e miglioramento dell’impatto ambientale, e tutti gli aspetti legati alla sicurezza energetica, aumentando la quota di risorse locali utilizzate per produrre energia e quindi riducendo la dipendenza dell'Unione Europea dalle importazioni.

Nelle foto: La visita all'impianto pilota (in alto) e il 2° Technical meeting a Torino (in basso)

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