Ricerca e innovazione

La Valle dei Re svelata in un tour virtuale

8 Aprile 2020

Un nuovo tassello è stato aggiunto - ed è stato pubblicato sul numero di marzo della rivista scientifica Sensors, che gli ha riservato la copertina - al progetto di mappatura del suolo e del sottosuolo della Valle dei Re assegnato dal Ministero dell’Antichità egiziano ad un team multidisciplinare del Politecnico coordinato dal professor Francesco Porcelli del DISAT e composto da Luigi Sambuelli, Andrea Lingua, Paolo Maschio, Valeria De Ruvo del DIATI; da Nannina Spanò, Filiberto Chiabrando, Alessio Calantropio, Ahmed Ellaithy del DAD  con la collaborazione del Dipartimento di Scienza della Terra dell’Università di Torino e di due aziende private: la 3DGeoimaging di Torino e la Geostudi Astier di Livorno.

Il lavoro appena pubblicato integra dati di tipo geofisico, relativi a strutture nascoste nel sottosuolo, con dettagliate misure geomatiche sulla topografia del sito archeologico. E’ un nuovo tassello verso l’obiettivo finale di promuovere un approccio multi-disciplinare che metta insieme conoscenze e metodologie tipiche di vari settori quali l’archeologia, l’egittologia, la geofisica, la geomatica e la geologia. I proponenti del progetto sostengono, infatti, che questo diventerà il nuovo modo di lavorare in archeologia nel XXI secolo.

Il progetto era stato concepito nel 2017 per fornire indicazioni utili per ulteriori eventuali scavi alla scoperta di nuove tombe, ma nel corso degli anni le rilevazioni geomatiche in 3D si sono affiancate a quelle iniziali di tipo geofisico riguardanti il sottosuolo consentendo l’elaborazione di dettagliatissimi rendering tridimensionali della Valle dei Re come si presenta oggi.

Purtroppo le analisi del sottosuolo condotte con georadar, magnetometri ed elettrotomografi, che hanno fornito indizi preziosi sulla possibile esistenza di altre tombe ancora sepolte, non possono al momento essere oggetto di ulteriori approfondimenti, perchè richiederebbero una presenza sul campo attualmente impossibile a causa del blocco delle frontiere per la pandemia in atto.

Invece l’immenso patrimonio di dati e immagini tridimensionali raccolte dalle rilevazioni geomatiche in superficie permette oggi di proseguire l’attività da remoto: il team sta infatti lavorando alla realizzazione di un sito web che consenta visite virtuali al sito archeologico, una modalità che per un tempo non ancora quantificabile sarà l’unica possibile per scoprire la magia di questi luoghi.

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