Ricerca e innovazione

Mascherine filtranti: le nuove Prassi di Riferimento per la valutazione di conformità proposte da UNI insieme al Politecnico

29 Aprile 2020

Le cosiddette Mascherine di Comunità potranno nei prossimi mesi diventare uno strumento prezioso, in grado di contribuire a risolvere la mancanza di autosufficienza del nostro Paese nella produzione di mascherine di qualità. Il Rapporto “Imprese aperte, lavoratori protetti” le individua come protezioni indispensabili per il contenimento dell’emergenza Covid-19. Se per i lavoratori il Protocollo del 24 aprile indica infatti l’uso esclusivo di mascherine di tipo chirurgico, nel DPCM del 26 aprile 2020 si fa invece esplicito riferimento proprio alla proposta peculiare del Rapporto redatto dagli esperti coordinati dal Politecnico dell’utilizzo di mascherine di comunità: “Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti”, prescrive il Decreto, che prosegue indicando che per questo fine “possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso. L’utilizzo delle mascherine di comunità va ad aggiungersi alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio (come il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani) che restano invariate e prioritarie”.

Già lo scorso 22 aprile la Giunta Esecutiva UNI - l’Ente Italiano di Normazione, che elabora e pubblica documenti normativi volontari (norme UNI, specifiche tecniche, rapporti tecnici e prassi di riferimento) in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario - aveva approvato l'avvio dei lavori di un nuovo progetto di prassi di riferimento (UNI/PdR) che elaborerà insieme al Politecnico di Torino per fornire Linee guida su requisiti, metodi di prova e valutazione di conformità delle mascherine filtranti art. 16 del Decreto 'Cura Italia' (cioè quelle definite come ‘mascherine di comunità’ dal DPCM del 26 aprile). L’11 di maggio si terrà la riunione insediativa del Tavolo costituito da esperti dell’Ateneo e del sistema UNI.

Le Prassi di Riferimento sono documenti che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido processo di condivisione ristretta ai soli autori, verificata l’assenza di norme o progetti di norma allo studio sullo stesso argomento. Costituiscono una tipologia di documento para-normativo nazionale che va nella direzione auspicata di trasferimento dell’innovazione e di preparazione dei contesti di sviluppo per le future attività di normazione, fornendo una risposta tempestiva ai mercati in cambiamento.

I documenti che verranno elaborati dagli esperti del Politecnico e di UNI fornirà quindi le indicazioni di dettaglio sul metodo di misura e sui requisiti prestazionali delle mascherine filtranti, con le indicazioni  par la valutazione della conformità, affinché i lavoratori e i cittadini possano disporre di mascherine con prestazioni minime garantite.