Ricerca e innovazione

UnderwaterMuse un parco archeologico sommerso riprodotto in 3D

7 Ottobre 2020

Il progetto internazionale UnderwaterMuse “Immersive Underwater Museum Experience for a wider inclusion” punta a valorizzare e rendere accessibile l’ingente patrimonio sommerso della Baia di Camerini, altrimenti invisibile o comunque riservato a pochi, attraverso la creazione di parchi archeologi sommersi e l’uso narrativo e comunicativo proprio della realtà virtuale.

Oltre all’Università del Salento ed al Politecnico di Torino sono coinvolti l’Università di Foggia, l’Università di Bari e l’Associazione Onlus A.S.S.O. – Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione, che fin dal 1990 si occupa di ricerche archeologiche e speleologiche subacquee.

I docenti e ricercatori Filiberto Chiabrando e Alessio Calantropio del Dipartimento di Architettura e Design; e Paolo Maschio del Dipartimento Ingegneria Ambiente Territorio e Infrastrutture hanno appena concluso l’attività di rilievo metrico 3D a supporto delle ricerche archeologiche del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento nell’insenatura di Torre Santa Sabina - Baia dei Camerini (Comune di Carovigno, Brindisi).

L’intervento del Politecnico è stato finalizzato al rilievo metrico 3D della Baia dei Camerini e dei territori circostanti sia per mezzo di droni sia attraverso l’impiego di operatori subacquei e di un ROV sottomarino.

“La campagna di misure è stata l’occasione per testare sul campo il Moving Lab, il nuovo laboratorio mobile del DIATI” afferma Paolo Maschio.

“Le attività proseguiranno nella campagna 2021 durante la quale verranno riprese le operazioni di scavo nell’area di Baia dei Camerini – spiega il Prof. Filiberto Chiabrando – e contemporaneamente continueranno le attività di documentazione e sperimentazione di tecniche e metodi Geomatici per il rilievo underwater “.

“I dati raccolti confluiranno in uno studio, sviluppato nell’ambito della mia tesi di Dottorato per aumentare la consapevolezza riguardo il valore culturale e storico del patrimonio che celano i nostri mari”- conclude  Alessio Calantropio Dottorando in Beni Architettonici e Paesaggistici presso il Politecnico.

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