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Studenti@PoliTO

Conclusa la NewLAW challenge presentata da Sacal s.p.a.

15 Giugno 2022

Si è da poco conclusa NewLAW (A NEW Life for Alumina-based Wastes) la Challenge@PoliTO organizzata dal CLIK– Connection Lab and Innovation Kitchen del Politecnico in collaborazione con l’azienda Sacal s.p.a. – specializzata nel recupero e nella raffinazione di rottami in alluminio – che ha visto la partecipazione di 23 studenti dell’Ateneo, suddivisi in cinque team: Al-Lide, Yaghout, Alu-Men, Re Al e Ruby.

A vincere la sfida è stato il team Al-Lide - composto da Stefano Gervasi, Zienalabden Hussein, Giulia  Panzironi, Shahneshin Beheshti e Paolo Cavalcanti – in un confronto con gli altri team durato quasi quattro mesi, da inizio marzo fino al 10 giugno 2022, quando si è tenuta la Final Presentation, nella quale erano presenti l’amministratore delegato di Sacal Salvatore D’Anna e Barbara Stello, dell’Ufficio Tecnico dell’azienda.

I cinque team – con studenti provenienti da diversi percorsi formativi, tra i quali Ingegneria dell’Ambiente e del Territorio, Ingegneria Chimica, Ingegneria Gestionale, Ingegneria dei Materiali, Ingegneria Energetica e Nucleare, Ingegneria Meccanica e Architettura per la Sostenibilità e per il progetto sostenibile – hanno avuto come obbiettivo quello di individuare nuove possibili applicazioni date dal ciclo di lavorazione e di fusione dei rottami di alluminio, nonché l’esplorazione di soluzioni innovative volte al riciclo dei rifiuti in una prospettiva di Economia Circolare, ed infine l’individuazione di processi produttivi adeguati dal punto di vista della sostenibilità economica e ambientale.

Durante le 14 settimane della sfida, gli studenti sono stati supportati da alcuni giovani ricercatori del Politecnico – Umberto Eynard, Giuseppe Ferrara, Luigi Panza, Matteo Vanzetti e Devid Falliano – con il coordinamento del professor Bartolomeo Coppola del Dipartimento Scienza applicata e Tecnologia-DISAT.

I cardini della challenge fanno parte delle principali attività che Sacal s.p.a svolge fin dall’inizio degli anni ‘90 – concretizzatesi poi nel progetto aziendale “Eco-sostenibile” - con l'obiettivo di avere una materia prima secondaria da reimmettere in quei processi industriali, come cementifici, laterizi e industria dei refrattari, dove l'allumina è ampiamente utilizzata. Poi, a causa della crisi del settore edilizio, dal 2008 l’Italia ha perso oltre il 60% della produzione di calcestruzzo, quindi il progetto aziendale non ha potuto raggiungere l'obiettivo del "chilometro zero" e Sacal ha dovuto esportare il prodotto all'estero in piccole quantità, con grandi spese e non più in un concetto di Economia Circolare, conducendo Sacal a indurre dei test sul sottoprodotto, dimostrando che il materiale dato dalla rigenerazione dei rottami di alluminio ha caratteristiche interessanti per essere successivamente applicato in diverse aree industriali e produttive italiane.