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Il Politecnico al World Design Summit

23 Ottobre 2017

Germana Isacco e Chiara Menna sono le due studentesse che sono state selezionate come speaker al World Design Summit: laureande in Architettura, iscritte al programma di doppia laurea con la Tsinghua University di Pechino, sono ospiti a Montreal dal 16 al 25 ottobre per parlare dei loro progetti.

L’evento, organizzato da importanti enti come l'International Federation of Landscpe Architects, l’International Council of Design e l’International Federation for Housing and Planning, è il primo e più grande meeting mondiale fra architetti, designer, urbanisti, rappresentanti di enti e ONG. Lo scopo del summit è dimostrare come il design può cambiare il futuro della terra, cercando soluzioni ai problemi che minacciano il pianeta, realizzando una positiva cooperazione fra professionisti e accademici. Le tematiche principali del congresso sono sei: la progettazione partecipata, la progettazione per la terra, la progettazione finalizzata all’estetica, quella al commercio, la progettazione riguardo alla trasformazione e quella riguardante le situazioni estreme. Alla conferenza hanno partecipato personaggi noti nel campo del design e della pianificazione come l’architetto vincitore del premio Pritzker Alejandro Aravena.

Germana e Chiara, nell’ambito della tematica “progettazione per la terra”, il 17 Ottobre hanno presentato come un approccio progettuale che tenga conto del rapporto fra abitanti, architettura e natura, e che vada al di là delle mere caratteristiche fisiche di un luogo, possa consentire all’ambiente rurale di conservare e allo stesso tempo di sviluppare la propria identità. Nello specifico le due studentesse hanno illustrato come hanno applicato tale approccio nel progetto di recupero del villaggio rurale di Hanglai, nella provincia cinese dello Hunan, argomento della loro tesi di laurea, che ha come relatori il professor Michele Bonino, ed il professor Li Xiaodong, professore ordinario alla Tsinghua University. Il progetto delle due studentesse considera l’architettura come uno strumento concreto per migliorare le vite degli abitanti, rinnovando le loro abitazioni ma senza alterare l’autenticità del luogo utilizzando tecniche e materiali locali. Contemporaneamente, sfruttando il potenziale paesaggistico e il patrimonio culturale, si definisce una strategia di turismo sostenibile finalizzata al miglioramento dell’economia del villaggio.