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La Winter School dell’Alta Scuola Politecnica torna in presenza

17 Marzo 2022

Dal 7 all’11 marzo, l’Alta Scuola Politecnica (ASP) ha organizzato a Loano (SV) la Winter School per il 17° ciclo dell’honour program, dal titolo “The intangible matter of places: impact and innovation commons” che ogni anno seleziona 150 studenti del Politecnico di Torino e del Politecnico di Milano, motivati ad arricchire l’esperienza politecnica con modi di imparare, confrontarsi e lavorare in team multidisciplinari. Dopo le limitazioni della pandemia e con altre crisi internazionali in corso, l’ASP ha indirizzato la sperimentazione verso modalità di formazione utili per preparare a percorsi lavorativi complessi e per molti versi poco prevedibili, con traiettorie e strumenti rinnovati rispetto al passato recente.

Fra le novità di questa Winter School vi è la prospettiva internazionale ed il coinvolgimento di studenti di altre università. Al fine di sperimentare in quale modo la formazione universitaria del futuro possa avere una dimensione europea di collaborazione fra università su singoli programmi, la Winter School è stata co-progettata con l’Ateneo TU Delft in una logica di mutuo scambio che, a settembre, consentirà ad un gruppo di studenti ASP di prendere parte ad un’esperienza analoga nei Paesi Bassi. Hanno inoltre preso parte alla Winter School studenti selezionati di università italiane - Università degli Studi di Firenze e Università degli Studi di Palermo - creando gruppi di lavoro con ancora maggiore varietà di culture e competenze.

Dopo due anni di programmi riformulati in modalità on-line o ibrida per far fronte alle limitazioni della pandemia, ASP ha quindi riportato gli studenti a lavorare, in piccoli gruppi e in presenza, su un tema di attualità e, al tempo stesso, ampio orizzonte: i “commons” nella specifica declinazione dell’impatto e dell’innovazione, al cuore della cultura politecnica, sono stati infatti il tema conduttore di 5 giorni di lezioni di ospiti internazionali e di lavoro in team coordinati dal professor Mario Calderini (Politecnico di Milano) con la collaborazione di Hans de Bruijn e Ellen van Bueren (TU Delft).

Attraverso esperienze, testimonianze e ragionamenti sulle frontiere della ricerca applicata, gli studenti hanno toccato con mano come - nelle pratiche - il tema dell’innovazione tecnologica si intrecci con le sfide sociali, le politiche relative alla rimozione delle disuguaglianze esistenti e le aspettative di maggiori opportunità diffuse per tutti gli individui. Gli studenti sono stati protagonisti di tale processo, attraverso sessioni di negoziazione guidate a predisporre un’infrastruttura condivisa e orientata dalla misurabilità dell’impatto, rispetto agli strumenti finanziari e di investimento, alle partnership pubblico-private, ai modelli di governance istituzionali e imprenditoriali.

Per ASP si è trattato non solo di un ritorno al concetto di “scuole residenziali intensive”, ma anche di un tentativo di mettere a sistema le sperimentazioni avviate e l’esperienza acquisita negli ultimi due anni, in diverse direzioni.

La prima riguarda la formazione attraverso l’esperienza “su misura” rispetto ai talenti e agli interessi individuali degli studenti. Gli studenti hanno assistito ai seminari e dialogato con gli ospiti individuati dal programma condiviso, con l’idea di trarne i maggiori benefici rispetto alla dimensione progettuale del team di cui erano parte.

La seconda riguarda la condivisione e l’allargamento dell’esperienza. La School ha visto anche la partecipazione di studenti delle Università di Firenze e Palermo, che hanno selezionato alcuni partecipanti con specifici interessi verso le dimensioni dell’innovazione affrontate nella prospettiva politecnica, pur provenendo essi da campi disciplinari scientifici e umanistici.

La terza mette a fuoco cosa possa essere oggi la trasformazione in senso internazionale della formazione, per collocare l’ASP in un contesto di didattica collaborativa fra università di diverse nazioni, stimolando ulteriori forme di integrazione per le competenze politecniche. La School, co-progettata con i docenti di TU Delft e frequentata da studenti di questa università, dimostra la possibilità di far lavorare insieme in modo nuovo studenti che frequentano regolarmente corsi in università di diverse nazioni, contribuendo a costruire le basi di una libera circolazione dei ricercatori e delle conoscenze.