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Smart Mood Reader, le “emozioni” protagoniste del nuovo hackathon del CLIK

15 Marzo 2018

Successo per il secondo hackathon del CLIK del 12 e 13 marzo scorsi, basato sulla challenge di ideare uno “Smart Mood Reader”.

Circa 30 studenti hanno lavorato per due giorni all’elaborazione di un device capace di “leggere” le informazioni sullo stato d’animo e le emozioni delle persone, e successivamente di reagire eseguendo determinate azioni in grado di modificare alcuni parametri ambientali.

Prima di iniziare i loro lavori gli studenti hanno ascoltato con attenzione l’intervento di Walter Rivetti, doppiatore, dialoghista e direttore del doppiaggio (tra i molti suoi lavori, la sua voce doppia alcuni personaggi di South Park). Rivetti, con un approccio a metà strada tra il tecnico e l’artistico, ha mostrato come sia possibile riconoscere alcune delle caratteristiche della voce (il volume, i toni, le pause, il mordente) per ottenere determinate reazioni, consapevoli e non, negli ascoltatori. Quindi, dopo essersi divisi in team, i partecipanti hanno iniziato i loro lavori, programmando la gestione dei tempi, l’ideazione del progetto e la sua esecuzione. 

Questi i tool che hanno avuto a disposizione: schede Raspberry con relativi componenti per l’elaborazione audio e video, microntrollore K64F con sistema operativo mbed OS come nodo terminale della rete IoT, ambiente di sviluppo Linux, il software Python3 quale linguaggio di programmazione e Google cloud per la gestione del riconoscimento facciale. Un tutor esperto di informatica è rimasto a disposizione dei ragazzi per fornire il supporto necessario.

Con l’eccezione di un team che si è ritirato dalla competizione al  termine del primo giorno (anche se il significato ultimo dell’hackathon è la partecipazione in sé e ciò che se ne può apprendere, specialmente dagli errori), tutti gli altri sono riusciti a proporre entro la scadenza un prototipo o un concept che sono poi stati presentati pubblicamente  alla giuria. La presentazione è durata 5 minuti, di cui 3 dedicati al progetto e al team, e i restanti 2 utilizzati per mostrare le modalità di funzionamento del prototipo. Tutti i progetti sono stati pertinenti rispetto al tema della sfida, ed hanno riguardato soluzioni in ambito della domotica o dei wearable device, connessi in cloud o ristretti all’ambiente domestico.

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Al termine della valutazione tutti i team hanno ricevuto sinceri elogi ed apprezzamenti per l’innovatività delle loro idee, la complessità dei progetti e l’impegno dimostrato, tanto da essere tutti dichiarati vincitori dell’hackathon e guadagnare il diritto a frequentare gli spazi del CLIK nei prossimi mesi per l’avanzamento nello sviluppo del prototipo. I gruppi di lavoro che intenderanno farlo dovranno presentare entro una settimana un resoconto puntuale dell’esperienza fatta durante l’hackathon e di come intenderanno pianificare il successivo trimestre. L’obiettivo finale è portare un prototipo funzionante alla Torino Mini Maker Faire che si terrà il prossimo giugno.

Sono molto soddisfatto di quanto è stato fatto. Il lavoro non termina con l’hackathon, anzi. Sarebbe un peccato non continuarlo, considerato l’enorme impegno di questi giorni degli studenti, alcuni al primo anno”, ha dichiarato il professor Massimo Violante, referente accademico del progetto.

Con le attività portate avanti dal CLIK si sta procedendo nella giusta direzione, che è di permettere uno scambio trasversale di idee che favoriscano nuove forme di imprenditorialità - afferma il Vice Rettore per il Trasferimento Tecnologico, Emilio Paolucci - e la qualità dei progetti lo dimostra. La tecnologia è in grado di creare un reale impatto nella vita delle persone, il nostro Ateneo genera le condizioni affinché il talento dei nostri studenti lo renda concreto”.

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