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Soluzioni per il clima: al Politecnico si formano i nuovi specialisti

20 Gennaio 2020

Sono 20 gli studenti che si sono seduti in aula oggi per l’inaugurazione della prima edizione del Master di secondo livello in “Climate change: adaptation and mitigation solutions”, proposto dalla Scuola Master e Formazione Permanente del Politecnico di Torino. I partecipanti sono stati selezionati tra una cinquantina di candidati e comprendono anche alcuni studenti stranieri, provenienti da Brasile, India, Libano, Messico e Pakistan. Alcuni di loro hanno da poco completato il percorso di studi universitari, altri hanno già alle spalle esperienze lavorative e hanno deciso di iscriversi al Master per estendere il loro bagaglio di competenze e rafforzare il loro profilo professionale.  

Francesco Laio, Direttore del Master, spiega: “Intendiamo fornire agli studenti gli strumenti per comprendere appieno le dinamiche del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici, e trasferire conoscenze complete e dettagliate sulle tecnologie e le soluzioni attualmente disponibili per la mitigazione dei cambiamenti climatici e l’adattamento ad essi, unitamente alla capacità di applicare tali soluzioni in situazioni reali”. I possibili ambiti di applicazione sono molteplici: si va dal settore energetico, dove è forte la spinta verso la transizione energetica, al settore delle utilities, incluse quelle che forniscono servizi idrici, dall’industria agroalimentare al comparto assicurativo e della finanza, solo per fare alcuni esempi.

La forte valenza applicativa del programma didattico è confermata dall’adesione al progetto di un ampio partenariato aziendale che comprende EY, Eni, Ferrero, Golder, Lavazza, RINA, SMAT, TERNA ed ENEL, affiancati dai partner scientifici Fondazione Centro Studi Enel ed Elis specificamente coinvolti nella definizione dei temi trattati e nell’identificazione del corpo docenti. Oltre a portare le loro testimonianze in aula, durante uno specifico modulo dedicato al confronto con il mondo aziendale, alcuni dei partner aziendali daranno anche la possibilità agli studenti di realizzare una solida esperienza di tirocinio (500 ore) a fronte di 430 ore di lezioni frontali ed esercitazioni. Sicuramente questa è una determinante chiave del successo di candidature di questa prima edizione. “Penso che la partecipazione a questo Master sia particolarmente importante” - si legge in una delle lettere di motivazione dei candidati - “perché, oltre a studiare il cambiamento climatico come dato di fatto, mi aiuterà ad approfondire il ruolo che le imprese potranno giocare in questa sfida”. Se poi si considera che da una veloce ricerca della parola chiave “climate change” sulla piattaforma professionale LinkedIn si visualizzano in tempo reale più di 4.000 annunci di lavoro nell’Unione Europea e quasi 12.500 nel mondo, è chiaro il forte interesse del mercato per queste figure da inserire sia nel mondo aziendale che in quello delle agenzie governative, delle istituzioni internazionali e delle ONG.

Il programma si svilupperà su 16 moduli di lezioni frontali e interattive che offriranno una introduzione alla tematica, approfondimenti su soluzioni tecnologiche e ingegneristiche di mitigazione, incluse le tecnologie di cattura e sequestro dell’anidride carbonica - con casi studio provenienti dai settori dell’energia, della mobilità, delle infrastrutture, delle risorse idriche, dell’agricoltura e dell’agricoltura – e di adattamento, per affrontare gli eventi estremi e rendere le città e le comunità più resilienti. Il programma sarà completato da lezioni dedicate agli aspetti politici, economici e finanziari legati ai cambiamenti climatici, al tema della responsabilità sociale d’impresa e al ruolo delle imprese nella transizione verso modelli di business più sostenibili.

Le lezioni saranno tenute sia da professori del Politecnico di Torino sia da docenti esterni provenienti dal mondo accademico e dal mondo aziendale con importanti esperienze anche in ambito internazionale (University of Cambridge, Universidad Católica del Cile, Università della Catalogna, Università di Berkeley, per citare le principali).

L’attività di monitoraggio dei cambiamenti climatici che svolge da lungo tempo il mondo accademico si è rivelata preziosa, producendo evidenze scientifiche sulle dinamiche del riscaldamento globale e sui suoi effetti”, prosegue Laio. “È arrivato ora il momento di offrire delle soluzioni concrete per essere pronti ad affrontare tali effetti – come ad esempio gli eventi estremi – e al contempo mitigarli e renderle applicabili su una scala il più ampia possibile, formando una generazione di professionisti specializzati che possano operare sia in Italia che all’estero, motivo per cui proponiamo il master interamente in lingua inglese”.

Il Master si inserisce in una iniziativa di largo respiro per l’ampliamento dell’offerta formativa e di potenziamento della ricerca sul clima: è parte infatti del progetto cambiamenti_climatici@polito, coordinato dal Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture del Politecnico e finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca con i fondi destinati ai “Dipartimenti di Eccellenza”, all’interno del quale è stato recentemente avviato anche un nuovo orientamento della laurea magistrale in Ingegneria per l’Ambiente dedicato al “Climate change”. Grazie a questi fondi è stato anche possibile stanziare dieci borse di studio a completa copertura del costo di partecipazione e altre dieci a parziale copertura dello stesso.