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Una “inondazione” di giovanissimi al DIATI alla scoperta di acqua, territorio e ambiente

14 Novembre 2017

Venerdì 3 novembre  scorso 140 ragazzi delle classi medie dell’Istituto Maria Ausiliatrice di Torino sono stati ospiti del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture per una iniziativa organizzata nel quadro del progetto “Mi LEGO al Territorio”, un progetto di iniziativa studentesca nell'ambito della protezione del territorio e della comunicazione del rischio alluvionale.

La sessione plenaria di apertura

Nato grazie ai fondi del Politecnico di Torino a supporto dei team studenteschi e ora operante grazie al contributo dell’Autorità d’ambito Torinese ATO3, il team, nato da un nucleo originario di studenti della Laurea Magistrale in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio guidati dal Prof. Pierluigi Claps del DIATI, raccoglie oggi studenti di diversi corsi di laurea e intende diffondere cultura e informazione tra i più giovani, affinché tutta la popolazione sia preparata ad affrontare al meglio gli eventi meteorici di grande entità. Il target principale del progetto sono i giovanissimi della fascia 11-14 anni, con la speranza che la scuola dell'obbligo si faccia portatrice dei messaggi trasmessi e stimoli una diffusione capillare nelle famiglie, sfruttando così i due pilastri che nella società consentono la formazione di cittadini consapevoli.

Generalmente è il team a recarsi nelle scuole medie per condurre lezioni frontali e momenti formativi di gioco, questa volta invece è stato l’intero istituto Maria Ausiliatrice a visitare gli spazi del Politecnico, nel quadro di due giornate di visite esterne sul tema “Scienza e Ambiente”: divisi in 6 gruppi, i ragazzi hanno percorso diverse “stazioni” dove hanno potuto ricevere nozioni di base sulle alluvioni e il rischio idrogeologico, sperimentare le attività proposte da Mi Lego al Territorio, in particolare con il cavallo di battaglia del team, ovvero il modellino realizzato con mattoncini LEGO di un bacino idrografico con il quale i ragazzi si sono confrontati con la pianificazione territoriale e ne hanno potuto verificare gli effetti sul territorio modificando le portate e simulando eventi meteorici all’interno della vasca appositamente predisposta.

L’attività con il modello in LEGO

Ma le attività sono andate oltre il tema del rischio alluvionale, consentendo ai giovani ospiti di cimentarsi in altri esperimenti e laboratori legati ai temi dell’acqua e dell’ambiente più in generale grazie alla collaborazione di diversi gruppi di ricerca del DIATI: con il gruppo Life Cycle Assessment hanno partecipato al gioco “Quanta acqua mangi?” sull’impronta idrica virtuale degli alimenti; con il gruppo della Prof.ssa Comino hanno scoperto il funzionamento della fitodepurazione; con il gruppo di Ingegneria degli acquiferi hanno potuto approfondire il tema delle acque sotterranee e costruire un acquifero; nel laboratorio di Fotogrammetria, Geomatica e GIS si sono cimentati in un rilievo fotogrammetrico e nella realizzazione di un modello 3D. E per i più grandi è stata prevista anche una visita guidata alla mostra “Rocce, Cristalli e Meteoriti” allestita nei corridoi dell’Ateneo.

 

Quanta acqua mangi? (Gruppo Life Cycle Assessment)

Il mondo 3D in un click (Lab. Fotogrammetria, Geomatica e GIS)

             

Le acque sotterranee (Gruppo Ing. Acquiferi)

Piante che depurano l’acqua (Gruppo Ecologia)

La giornata si è aperta con una sessione plenaria di presentazione del progetto da parte del professor Claps e degli studenti del team, a cui erano invitati anche rappresentanti di altre scuole secondarie di primo grado che volessero in futuro partecipare al progetto. Presente per i saluti anche Giannetto Massazza, Direttore di ATO3, che ogni anno stanzia un contributo straordinario per il finanziamento di iniziative volte alla diffusione di una cultura di attenzione, salvaguardia e protezione della risorsa idrica.

Appunti

L’iniziativa si inserisce a pieno titolo nelle attività di terza missione e public engagement del Dipartimento per la diffusione, l’applicazione e l'utilizzo delle conoscenze al di fuori dell’ambiente accademico. Il risultato: sorrisi soddisfatti all’uscita dei laboratori e nella foto di gruppo finale e la speranza che i giovani partecipanti portino a casa e diffondano una maggiore consapevolezza sui temi trattati.