Ricerca e innovazione

"Ritorniamo in piscina"

13 Maggio 2020

Una ripartenza quella dopo la fase di blocco che si prospetta complicata soprattutto per alcuni ambiti in cui il contatto tra persone risulta più facile e frequente: è il caso del nuoto, che a questo proposito vede la collaborazione di Federico Caviggioli e Fabio Salassa, ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione dell’Ateneo con la Federazione Italiana Nuoto - Comitato Regionale Piemonte e Valle d'Aosta. L’obiettivo è quello di supportare i gestori di impianti sportivi dedicati agli sport acquatici ed aiutarli a pianificare le attività in vasca, introducendo le limitazioni derivanti dalle nuove regole dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus.

Una necessità dettata dalla nuova regolamentazione che modifica l’attuale gestione di afflusso di persone all’interno degli impianti sportivi: il cambiamento infatti riguarda sia gli spogliatoi, che le aree dedicate alle attività in piscina vera e propria, due aspetti che rendono necessario un ripensamento almeno parziale nella pianificazione giornaliera delle varie attività.

La nostra proposta vuole migliorare la comprensione di quale potrebbe essere un diverso mix delle attività qualora alcune di quelle tradizionalmente offerte, ad esempio quelle a maggior afflusso di persone come le scuole, dovessero essere eliminate o subire una forte riduzione – spiegano i due docenti - Le analisi saranno effettuate attraverso lo studio di un caso tipo di impianto sportivo, di planning di attività e di dati economici declinato in diversi possibili scenari di applicazione da concordare con i gestori degli impianti

 

Per il planning si integreranno dunque metodologie diverse sia provenienti da discipline economiche, come l’analisi dei costi, sia di ricerca operativa come il replanning delle attività e generazione di scenari. Grazie a questo approccio “il risultato atteso è una definizione, suddivisa in percentuale per tipologia di attività, di come si potrebbero riconfigurare le ore lasciate libere, considerando i vincoli e le scelte decisionali dei gestori nel preferire alcune attività”.